Dedicarsi al libro di Anna Borrelli “CI VUOLE UN FILO” è stato un lavoro impegnativo. Tuttavia lo staff, formato da persone competenti, con le idee ben chiare in testa, ha unito le forze e il risultato non poteva che essere eccellente. Le idee di Anna espresse nel libro sono molto belle e di facile realizzazione. Lei è stata bravissima a interpretarle, separando e rimettendo insieme i pezzi di ognuna, per meglio spiegare al pubblico il procedimento.

Quello che serviva era un fotografo: bravo, puntiglioso ma soprattutto paziente e capace di dire la sua in mezzo a tutte donne sicure del fatto proprio. Lo sappiamo bene che a volte spiega più una foto che una pagina di testo. L’occhio del fotografo doveva essere attento e professionale, ma anche creativo.

Davide Testa è diventato il “nostro fotografo”, la sua fama era nota in Edizioni Astragalo ma finché non ci lavori con una persona non puoi conoscerla a fondo. Davide però ha il potere di guardare attraverso l’obiettivo e di vedere le cose da un punto di vista diverso dal nostro e questo ha saputo compensarci e aiutarci nella visione d’insieme.

Un caldissimo pomeriggio di luglio, ci trovammo a casa di Anna per scattare le prime foto con otto progetti finiti, pronti per essere fotografati nelle ambientazioni che Anna ed io avevamo pianificato, ottimiste. Non avevamo fatto i conti con l’occhio professionale di Davide che ben presto smontò i nostri “castelli” con una diplomazia disarmante. Ci ha dato una lezione di fotografia: bisogna studiare le luci, le ombre, le sfumature, i fuori campo, i primi piani, gli sfondi. Il lavoro di fotografo è meticoloso, attento, non lascia nulla al caso.

Mi pare di vederlo ancora, mentre si muove tra le sue apparecchiature, in silenzio. Cerca la luce giusta, sposta i soggetti, li inquadra, li sposta ancora di un poco, inquadra, e scatta. A volte il risultato non è esattamente quello che si era prefissato e, allora, riprende in mano il soggetto, lo sposta di pochi centimetri, riguarda il fascio di luce, aggiusta l’ombrellino, inquadra, calibra l’obiettivo e… clic!

Bisogna essere precisi, accurati, spesso cavillosi nel mestiere del fotografo. L’ho imparato bene da Davide. Non che abbia questa aspirazione, ma nella vita e nel lavoro bisogna essere così, se si aspira a un risultato sempre migliore.

“DAVIDE TESTA: un fotografo unico. Davide  unisce la competenza ad una pazienza biblica (ha lavorato con tutte donne…). Davide è puntuale, professionale, determinato e quando serve critico. Non si accontenta e se una foto non va, non va. Di questo in particolare gli siamo grati” (Ci vuole un filo)

Marinella Porzio