come trovare l'editore dei sogni

Come trovare un editore? A furia di rincorrere i sogni… si può incontrare l’editore dei sogni.

(Armidina) – Ah… si potesse dimagrire a furia di rincorrere i sogni, invece di andare in palestra e fare la  dieta.

(Maria Grazia) – Appunto. Sarebbe un sogno anche quello! E… si ricomincerebbe a correre… puff… pant…

 Bisogna credere nei sogni, andargli incontro perché si avverino, senza mai mollare”.

Quante volte abbiamo sentito discorsi come questi? E quante volte abbiamo provato a realizzare i nostri desideri per davvero?

A “quelle due” di art&mira è successo parecchie volte ma, per fortuna, si sono sostenute a vicenda e alternate nel darsi coraggio. Il loro sogno comune era – e oggi più di prima – di scrivere e illustrare libri per bambini e ragazzi. Così Armidina e Maria Grazia hanno prodotto svariati lavori.

Ma a che serve scrivere ed illustrare se non si ha un pubblico da far divertire e, possibilmente, arricchire? Così hanno portato in giro le loro “creature” girando per fiere, bussando alle porte di editori, grandi e piccini, sperando d’incontrare qualcuno che potesse credere in loro, fino alla pubblicazione. Hanno ricevuto lettere con lodi per il lavoro presentato seppur con finali poco confortanti tipo “Ci dispiace… ma il vostro lavoro non è compatibile con il nostro programma editoriale”.  In una c’è addirittura scritto “Nell’augurarvi di trovare una Casa Editrice che abbia spazio per i vostri progetti…”. Una frase carina per dare il benservito, invitando ad andare altrove? Una frase profetica? Dipende dall’interpretazione. Armidina e Maria Grazia hanno voluto leggere oltre le righe, ringraziando – con uno “sgrunt” stereofonico – per l’augurio a non mollare.

E così è accaduto, non hanno mollato. Finché, in una primavera di qualche anno fa, alla Fiera del libro di Carimate – paese delizioso della verde Brianza -, si sono avvicinate un po’ timidamente allo stand delle Edizioni Astragalo, curiose di conoscerne la linea editoriale. Da Carimate a Novara la (auto)strada è stata breve. Da quel giorno si sono davvero aperti spazi per i loro progetti. Uno di questi s’intitola “Help Me La dimensione oscura” e sono ancora e solo all’inizio.

 (Armidina) – Però ora mi devi dire una cosa. Tu lo sapevi?

(Maria Grazia) – Tu lo sapevi, cosa?

(Armidina) – Che erano già lì fuori ad aspettarci davanti alle vecchie scuderie del Torchio, dove c’è stata la Fiera del libro?

(Maria Grazia) – Beh. Io no… cioè… non immaginavo che ci stessero già cercando da allora. 

(Armidina) – Guardalo lì, Mercurio. Si è aggrappato alla gamba di Lara. O come mai?

(Maria Grazia) – Per forza. Quando ha visto il Castello, mi ha chiesto se era vera la storia che i bambini cattivi venivano chiusi in cima alla torre. Sai che lui è un fifone per natura, no?

(Armidina) – Come fa a sapere di quella storia. La raccontavo ai miei figli quando erano piccoli e mi facevano disperare.

(Maria Grazia) – Evidentemente, la sesta dimensione deve essere un posto dove un certo tipo di fantasia non passa inascoltato.

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