anna borrelli pubblico e tv

Incontro Anna Borrelli nel salotto della sua casa, in un pomeriggio di novembre appiattito sotto nuvole minacciose di pioggia.

Mi accoglie con il suo splendido sorriso, radiosa come nella copertina del suo ultimo libro, Ci vuole un filo, edito da Edizioni Astragalo. Anna è l’immagine solare della gente del Sud e, come tale, ospitale con chiunque varchi la soglia di casa sua. Tra me e lei ci sono due tazze di caffè  e un telefonino in modalità “registrazione vocale”, perché il mio scopo è quello di farle alcune domande senza tralasciare nulla. Inizio col chiederle a quando risale la sua prima registrazione a Detto Fatto, trasmissione in onda dal lunedì al venerdì, alle 14,00 su Rai2, condotta da Caterina Balivo

Sono approdata in trasmissione quattro stagioni fa. Ero molto emozionata, ma tranquilla, cosa che non posso dire d’esser stata nei giorni precedenti alla registrazione, perché mi sentivo tesa come una corda di violino. Sono stata la prima ad aver avuto uno spazio dedicato al cucito, dopodiché si sono aggiunte altre due persone. Tutto questo in seguito a una grande richiesta del pubblico.

Anna ha un telefonino con il quale è sempre connessa. Ogni tanto riceve un avviso sonoro, segno che qualcuno ha commentato uno dei suoi post su Facebook o su Instagram. È molto seguita sui social.

Raccontaci la tua esperienza con il pubblico, che rapporto hai con la gente che ti segue?

 Percepisco l’affetto delle persone così come a volte indifferenza. Ho un seguito di persone che mi stimano molto e altre a cui piaccio meno, ma questo succede anche nella vita comune di tutti i giorni. Non possiamo piacere a tutti, ovvio. Accetto le critiche  se lo scopo è quello di migliorare. Quando, invece, tutto va bene, lo percepisco subito dal calore del pubblico. Ho tanti sostenitori, se così non fosse, non si spiegherebbero queste quattro stagioni di trasmissione. Quando parlo di pubblico, non intendo solamente chi è presente in sala, ma, soprattutto, chi mi segue da casa alla televisione, sui social, e chi legge il mio blog. Con qualcuno, addirittura, si è creato un bellissimo rapporto al punto tale che ci si saluta ogni giorno, sempre sui social.

La casa di Anna parla molto di lei. Ovunque ci sono complementi d’arredo creati dalle sue mani, perché Anna è una creativa “poliedrica”, i suoi interessi non si fermano al cucito creativo, ma spaziano in vari ambiti e nel libro ne documenta almeno altri quattro: i bijou creati con le perline, i lavori con l’uncinetto, il recupero di oggetti che altrimenti andrebbero gettati e il riciclo dei materiali.

In questi anni di televisione hai presentato molti tutorial. Qual è quello che preferisci più di tutti, quello che ti ha dato maggior soddisfazione nel proporlo e che ha avuto un bel riscontro con il pubblico?

Non vanno di pari passo. I tutorial che mi han dato soddisfazione nel crearli a volte non hanno avuto il successo sperato, e viceversa. Diciamo che tutto dipende dal risultato finale della registrazione della trasmissione. Quando presento il mio tutorial, devo sentire che in quel momento mi sto divertendo. Ho a disposizione 11 minuti per esporlo e in quel lasso di tempo vorrei che la mia spiegazione sia il più comprensibile possibile. A volte, però, non va così, perché può capitare di essere interrotta per qualche ragione, i minuti scappano via e io non mi sento del tutto soddisfatta. Però, se il tutorial ha avuto un bel riscontro da parte del pubblico ne sono felice.

Ne ricordo due in particolare, uno perché legato a un momento difficile della mia vita, il Christmas Jumper, un maglione a tema natalizio, presentato nel periodo in cui mio marito era convalescente  dopo un malore subito durante una gara podistica. Ero “nel pallone” e si capiva. Nonostante ciò, ho sentito una bella energia intorno a me da parte di tutti. Caterina stessa mi ha coperta di attenzioni e quella puntata è stata tra le migliori in assoluto, ci siamo divertiti tutti tantissimo, al punto di esser passati anche a “Striscia la notizia” perché Caterina non riusciva a “mettere le corna” all’alce sul maglione. Il secondo, legato a un simpatico momento, è stato il tutorial della Poltrona-sacco di Fracchia. Durante la registrazione, Caterina ci ha giocato fino alla distruzione. Questo tutorial ha avuto un grande seguito anche sul mio blog. Ecco: quando mi diverto e il pubblico si diverte, è il massimo. Un argomento, che durante la preparazione non risultava troppo soddisfacente, può diventare il migliore per questa serie di motivi.

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Marinella Porzio