anna borrelli ci vuole un filo

Anna Borrelli ci racconta in anteprima quali saranno le tendenze moda del cucito fashion per il futuro. L’ho incontrata nel suo laboratorio, sempre intenta a creare.

Quali saranno Anna le tendenze del cucito fashion?

Il cucito, come lo intendo io, sarà sempre meno sartoriale e più un lavoro di re-fashion, rivolto a persone  che hanno poco tempo a disposizione e vogliono, comunque, apparire con qualcosa di nuovo e personalizzato. Ha poca importanza la tecnica che, se la si conosce, la si applica, altrimenti se ne fa a meno. Il cucito rivolto al grande pubblico, così come lo propongo io, deve essere prima di tutto divertimento e alla portata di tutti.

Consegno ad Anna un biglietto con scritta una citazione della saggista Mary Lou Cook che dice: “Creatività è inventare, sperimentare, crescere, assumersi dei rischi, rompere regole, fare errori e divertirsi”. Sei d’accordo?

Mi trovo d’accordo su tutto. Con questa serie di parole, Mary Lou Cook ha dato una precisa descrizione di quel che è la creatività. Tutto questo è vero, l’ho testato su me stessa, e puntualizzo che ognuno di questi termini non avrebbe significato senza gli altri.  Aggiungerei addirittura che la creatività è “terapia”.In passato è stata la mia ancora di salvezza in alcuni periodi difficili. Rimanere concentrati su qualcosa da fare, allontana da quel circolo vizioso che possono essere i cattivi pensieri che si creano nella mente nei periodi no . Non dico che la creatività sia la soluzione di tutti i problemi, ma  di sicuro aiuta ad affrontarli con maggior limpidezza e padronanza di noi stessi. Più si dà importanza ad una cosa, più quella cosa si instaura nel nostro pensiero. Perché, allora, non dare spazio a qualcosa di bello?

Certo, come darle torto? Lo consigliano anche gli psicologi e molti studiosi della personalità dell’uomo. Addirittura una frase di Buddha dice che Tutto quello che siamo è il risultato di ciò che abbiamo pensato.

Mi congedo da Anna che è quasi buio. Mentre a passo spedito ritorno verso casa, penso che il lavoro di Anna sia davvero il frutto di un bellissimo progetto. Chissà se, da bambina, nel suo immaginario, c’era anche la televisione tra tutte le cose che pensava di fare. Di una cosa sono certa: se è vero che Tutto quello che siamo è il risultato di ciò che abbiamo pensato, allora Anna deve avere dedicato poco tempo al pensiero del riposo. Non me la vedo proprio distesa su un’amaca, ad occhi chiusi, con l’espressione serafica di chi stia schiacciando un pisolino. Se qualcuno mi dicesse d’averla vista in una situazione simile penserei che  fosse in fase di meditazione riguardo al prossimo tutorial da portare in trasmissione! Per chi volesse tante idee da realizzare c’è lo splendido libro “Ci vuole un filo“, un vero mondo della creatività.

Marinella Porzio